1.Spichka: Ciao, Klara! Mi hai visto mentre ti spiavo? Io sono Spichka.
2.Devota: Mi stavi spiando?
3.Spichka: Scusa. Lo faccio spesso. Mi piace interferire con tutto ciò che non mi riguarda. Forse è per questo che mi definiscono una ladra. Perché chiamano anche te così?
4.Devota: Sì, dicono sia una ladra. Ma non capisco perché... non ho mai rubato niente!
5.Spichka: Forse dovrai. Occhi aperti: stai attenta!
6.Devota: E così mi sono sporcata per un crimine che non ho commesso. Sei davvero divertente!
4.Devota: Mi chiamano 'ladra'? Non ricordo di aver rubato niente.
5.Spichka: Spesso succede: rubi una cosa e poi te ne dimentichi! Potrebbe essere qualcosa d'importante o meno. Hai un nome straniera?
6.Devota: Il mio nome deriva da ciò che può essere preso in prestito senza punizione.
1.Spichka: Sai, non ho mai creduto che tu sia la malattia...
2.Devota: Ehi, Spichka! Ti va d'ingannare la Madre Custode!
3.Spichka: Taya Tychik? Non ha senso ingannarla... Dalle un dito e lei si prenderà il braccio! No, ricordiamo a Khan chi comanda!
4.Devota: Aspetta! Le piacciono i racconti? Beh, Taya...
5.Spichka: Sì, le piacciono, ma li conosce tutti. L'hanno cresciuta gli Odong, grandi narratori. Le hanno narrato di tutto!
6.Devota: La Madre dice che sei stato un narratore unico per lei.
7.Spichka: Oh! Sì, ma io non sono bravo in niente. Non riesco nemmeno a trovarlo! E' stato il mio Albino. Lui le ha narrato racconti e lei era felice, e ha detto che uno era su di me: un racconto bellissimo! Mi ha ricoperto di regali! Ha aspettato il seguito: ma furono bloccati quella notte...
8.Devota: Oh, che racconto era?
9.Spichka: Perché vuoi saperlo? Vuoi farle un dono? Ma lei non è un tipo da regali... Meglio che tu scriva un tuo racconto. Lo farai! Se sei una creatura della Steppa, la Steppa ti aiuterà.
10.Devota: Sei uguale...
2.Devota: Beh, guardami. Guardami bene...
2.Devota: Ben fatto. Sei audace.
1.Spichka: Se non fosse per le tue cure nei miei riguardi chi mai riporterà la vita alla nostra città? Dovrò fare così tante cose nei prossimi cinque o dieci anni... Grazie, grazie!
2.Devota: Pensi che questa città sia ancora in grado di riprendersi?
3.Spichka: Sicuramente. Certo non sarà facile. Ma nella vita bisogna combattere, altrimenti non è vera vita. Non puoi strappare il cordone ombelicale che ci ha nutriti fin dai tempi della creazione del mondo. Ha già incontrato la morte quasi ovunque.
4.Devota: Ma vale davvero la pena impegnarsi così tanto per un luogo così miserabile?
5.Spichka: E i miei amici? Non potrò fare nulla senza di loro. Sono ancora vivi? E' possibile far loro visita?
6.Devota: Non lo so. Volevo occuparmi solo di te.
6.Devota: Non ancora. Il mio lavoro non è ancora terminato.
4.Devota: Si. Almeno qui è tuttora in vita. Ti fa ricordare ancora quale è la tua origine.
2.Devota: Non ringraziarmi. Ho solo provato improvvisamente pietà per te.
2.Devota: Vivi. Fai quello che devi fare.
1.Spichka: Mi stai dando noia. Lasciami in pace!
2.Devota: Ti do noia? Strano...
2.Devota: Mi riposerò un po' qui...